Natura, parchi, tradizioni ed usanze del nostro territorio. Tutte le curiositá che contribuiranno a rendere indimenticabile il tuo soggiorno. |
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A cavallo tra la Basilicata e la Calabria, comprende oltre che il Massiccio del Pollino, i Monti di Orsomarso e il Monte Alpi di Latronico. Con i 2267 m. di altezza s.l.m. della Serra Dolce Dorme rappresenta il rilievo piú alto dell' Appennino Meridionale. Il paesaggio si diversifica notevolmente: mentre a nord discende dolcemente verso i fiumi Sinni e Mercure-Lao, a sud si presenta aspro e accidentato. Alcuni fiumi sono circondati da lussureggiante vegetazione boschiva, come il Peschiea, altri imprigionati all'interno di profonde gole come il Raganello, l'Argentino e il Lao; se il calcare é la roccia dominante non mancano formazioni come la Timpa delle Murge con i suoi "cuscinetti di lava"; ai dolci pendii boscosi si contrappone la maestosa Timpa di San Lorenzo con i suoi 800 metri di parete verticale; nonostante il suo carattere di montagna mediterranea, ai piani di Pollino non é difficile riconoscere i circhi e le morene glaciali "fossili" e scoprire fiabeschi paesaggi nordici. |
| Settembre Diamante, rende omaggio al "diavolicchio" col Peperoncino Festival, una manifestazione ormai famosa che in tre giorni celebra "arte, cultura e gastronomia in salsa piccante". Scenario meraviglioso della festa é lo splendido lungomare arricchito dai colori degli stand e vivacizzato dagli spettacoli di strada.Tutto si svolge all'aperto: degustazioni di specialitá piccanti, piatti della tradizione e "novitá infuocate". Ma anche mostre di pittura e fotografia, rassegne cinematografiche, convegni medici, cabaret e spettacoli teatrali. E anche per una "sfida piccante": fare qualcosa di concreto per allungare la stagione turistica di una regione come la Calabria che a Settembre é splendida. Per il vacanziere la giornata tipo diventa cosí: la mattina spiagge libere e senza caos con un clima dolce che é il piú bello dell'anno. Nel resto della giornata irripetibili occasioni di svago. Nei ristoranti "menú afrodisiaci" con splendidi menú piccanti. Conferenze per saperne di piú sul peperoncino "che previene i tumori" e fa bene all'eros. Sul lungomare, fino a tarda notte, tanta musica, spettacoli e mille degustazioni infuocate. |
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Cibo sacro alle sirene Famosa la leggenda del cedro quale frutto sacro delle sirene, le quali, dopo essersene cibate, si accoppiavano con i giovani piú belli del luogo. Nella credenza popolare invece, le donne incinte che mangiano il frutto partoriscono figli maschi. Nella tradizione ebraica, infine, il fanciullo che sogna il cedro é amato da Dio e avrá, una vita saggia e pura. Ma fra tanti miti ecco allora una......ricetta contemporanea. PENNETTE ALLA FIUMARA Ingredienti per 8: 1 kg di pennette, 200gr. di melanzane a cubetti, 100gr.di prosciutto crudo a fili sottili, 200gr. di peperoni freschi a pezzetti, 200gr.di cipolla, 200gr.di pomodori maturi, 400gr.di panna liquida e olio, 1 cedro medio, 1 bicchiere di liquore al cedro. Esecuzione: in un tegame soffriggere la cipolla, aggiungere i peperoni, melanzane, prosciutto, polpa di pomodori e 1\2 litro d'acqua. Cuocere la salsa a fuoco lento per circa 20'. Lessare le pennette in acqua salata e scolare al dente. Passarle poi nel tegame con la salsa e mantecare il tutto con la panna. Grattugiarvi la buccia di cedro con aggiunta di 1 bicchierino di liquore dello stesso agrume. Servire fumanti. |
| "...sorrido pensando a quegli involti di fronde compresse e risecche, venuti di Calabria che un giorno vi stupirono ed incantarono, quando ve li offersi sopra una tovaglia distesa sull'erba non ancora falciata...Gli involti erano di forma quadrilunga come volumetti suggellati d'un solitario che avesse confuso felicemente la biblioteca e l'orto. Ci voleva l'unghia per rompere la prima buccia...Ma ecco l'ultima foglia in cui é avvolto il segreto profumato come il bergamotto. L'unghia la rompe: le dita s'aprono e si tingono di sugo giallo, si ungono di un non so che unguento solare. Pochi acini di uva appassita ed incotta... pochi acini umidi e quasi direi oliati di quell'olio indicibile ove ruota alcun occhio castagno ch'io mi so, pochi acini del grappolo della vite del sole appariscono premuti l'un contro l'altro, con che di luminoso nel bruno, con un sapore che ci delizia prima di essere assaporato" D'Annunzio (1863-1938) Tratto dalla LEDA SENZA CIGNO (1916) I panicelli sono fagottini di profumatissime foglie di Cedro, cotti al forno, di colore e sapore esotico. Un eccezionale dessert che si accompagna ben volentieri con moscati passiti e malvasie. A far rivivere l'antica ricetta dei "Panicelli" é un azienda giovane dal nome che la dice lunga: MIRTI e ZAGARE. |
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